Psicopatologia Cognitiva · Disturbi di Personalità

Il Disturbo Dipendente
di Personalità

Stati mentali, cicli interpersonali e deficit metacognitivi

Elaborato da: Dimaggio & Semerari (a cura di), I Disturbi di Personalità. Modelli e trattamento, Laterza 2003 — Cap. 8 (Carcione & Conti)

Il Disturbo Dipendente — Introduzione al Modello

Nel Disturbo Dipendente di Personalità (DDP) la dipendenza non è il problema da combattere: è la soluzione adottata dal soggetto per sopperire a un deficit di base nella rappresentazione cosciente dei propri scopi e desideri. L'altro significativo diventa la fonte esterna che organizza l'esperienza, conferisce un senso di identità e autoefficacia, e consente di evitare il temuto stato di vuoto disorganizzato.

Il modello integra tre livelli: gli stati mentali (cosa il soggetto sperimenta soggettivamente), i cicli interpersonali disfunzionali (come il soggetto co-costruisce le relazioni in modo da mantenere la patologia), e i deficit metacognitivi (le carenze delle funzioni mentali che sostengono il disturbo).

Lorena — Paziente con DDP
«I momenti in cui c'è stata un po' di calma per la quale ho potuto prendere in mano la situazione in maniera più tranquilla… è quando avevo accanto una persona. […] Io mi adopero con tutti i mezzi e le energie possibili nelle relazioni personali per poter ritrovare questa forma di tranquillità interiore. […] È una continua macina di "ho bisogno, bisogno, bisogno". Non ho un senso da sola.»

Gli Stati Mentali Principali

Il soggetto con DDP non rimane ancorato a un unico stato emotivo. Transita tra cinque configurazioni ricorrenti, attivate principalmente dall'andamento delle relazioni interpersonali e dal grado di percezione di condivisione con la figura di riferimento.

Stato Nucleare di Base

🔵 Sé Inadeguato & Sé Fragile

Contenuti: Rappresentazione stabile di sé come debole, inetto, incapace di funzionare autonomamente nel mondo. Accompagnata dal terrore di essere abbandonati e dall'idea che le relazioni siano per natura precarie.

Attivazione: Stato di fondo, sempre presente in sottotraccia; si esacerba nelle situazioni di separazione o di potenziale abbandono dalla figura di riferimento. Si autoalimenta attraverso circuiti di autoinvalidazione ricorsiva.

Antonia
«Sento che ha tantissimo potere su di me. A seconda del suo umore, io conduco la mia vita.»
Insicurezza cronica Bassa autostima Senso di inadeguatezza Timore abbandono
Stato Desiderato

🟢 Autoefficacia & Competenza

Contenuti: Benessere psicofisico, padronanza di sé, sicurezza, gioia. Il soggetto si percepisce capace, adeguato, in grado di gestire la realtà. È lo stato auspicato che il soggetto persegue costantemente.

Attivazione: Si attiva esclusivamente in presenza di una relazione significativa stabile. È l'effetto del coordinamento interpersonale: gli scopi e i desideri dell'altro vengono assunti come propri, restituendo al soggetto una bussola interna.

Rossana
«Non ce la faccio se sono da sola. Se ci fosse stato Roberto sarebbe stato diverso. Non è che lui mi avrebbe detto come fare… ma quando sono sola c'ho come una paralisi.»
Senso di competenza Sicurezza Benessere Gioia
Stato Temuto

🔴 Vuoto Disorganizzato

Contenuti: Assenza totale di desideri attivi, senso di non esistenza, perdita della coesione dello schema corporeo. Può includere sintomi depressivi, depersonalizzazione, derealizzazione. Non è tristezza per mancanza affettiva — è assenza di sé.

Attivazione: Si innesca con la rottura o l'assenza della relazione di dipendenza. Il soggetto sperimenta un collasso dell'identità perché mancano gli scopi esterni che organizzavano la sua esperienza.

Antonia
«Non mi sento più il corpo, mi sembra di essere buttata dentro qualcosa di non mio, di vivere la vita di qualcun altro… mi sento disperata.»
Alessia
«Quando sono sola mi sento disgregata. Allo specchio non riesco a vedermi intera, riesco a vedermi solo a pezzi.»
Depersonalizzazione Abulia Assenza di desideri Senso di non-essere
Stato di Transizione

🟠 Overwhelming (Sopraffazione)

Contenuti: Rappresentazione caotica e simultanea di molteplici scopi e compiti, senza capacità di selezionarne uno. Il soggetto salta da un obiettivo all'altro senza organizzare gerarchie di rilevanza.

Attivazione: Emerge quando le diverse relazioni di riferimento sollecitano scopi contraddittori che il soggetto vuole soddisfare tutti. La compiacenza verso molteplici figure crea un carico rappresentazionale insostenibile.

Lorena
«Ho iniziato il capitolo primo, poi il secondo, poi il terzo. Ogni giorno mi svegliavo e cominciavo un altro capitolo per poi perdermi in un paragrafo. La confusione è questa mia vita, questo senso di disagio.»
Confusione Abbattimento Senso di disordine Bassa efficacia
Stato di Ribellione

🟣 Coercizione & Ingiustizia Subita

Contenuti: Il soggetto percepisce le aspettative dell'altro come costrittive e subisce un senso di obbligo che si scontra con i propri scopi latenti (presenti ma non rappresentati coscientemente). Emerge rabbia mascherata da ansia.

Attivazione: Si attiva quando la distonia tra desideri propri (inespressi) e aspettative altrui diventa troppo grande. Il soggetto non riconosce la rabbia e la elabora come ansia o senso di soffocamento fisico.

Iva
«Ho comprato i biglietti aerei io stessa. Ora se penso a questo viaggio mi sento come un uccellino con le ali legate.»
Rabbia (inconscia) Ansia Senso di soffocamento Senso di ingiustizia Colpa (se si ribella)
Nota clinica: Lo stato di autoefficacia non elimina il sé fragile sottostante: anche quando il soggetto si sente capace e competente in presenza dell'altro, permane la convinzione di "non farcela da solo". La dipendenza è percepita come egosintonica finché l'autoefficacia è mantenuta.

I Deficit Metacognitivi Associati

I deficit metacognitivi del DDP non riguardano la capacità generale di descrivere stati interni — i soggetti possono essere anche molto articolati emotivamente — ma specifiche funzioni legate alla regolazione autonoma dell'esperienza.

Deficit di Rappresentazione degli Scopi

Il deficit centrale del DDP. Il soggetto non riesce ad accedere a una rappresentazione stabile dei propri desideri e scopi in assenza di una persona di riferimento. Non è assenza di scopi, ma incapacità di renderli coscienti senza un contesto interpersonale di supporto. Porta a stati di vuoto (nessuno scopo) o di overwhelming (troppi scopi simultanei).

Uso Massivo dell'Etero-Regolazione

Le scelte vengono effettuate quasi esclusivamente in funzione delle aspettative, dei desideri e degli scopi della figura di riferimento. Il contesto interpersonale sostituisce i meccanismi di autoregolazione interna. Questo crea dipendenza strutturale: non "voglio fare X", ma "X è ciò che l'altro vuole che io faccia, quindi lo voglio".

Deficit di Decentramento (Egocentrismo)

La comprensione della mente altrui è spesso sofisticata ma egocentrica: il soggetto comprende l'altro principalmente per ricavarne orientamento sui propri desideri. Non riesce a differenziare genuinamente i propri scopi da quelli altrui — i secondi vengono assunti come propri in modo automatico e sintonico.

Deficit di Integrazione (Stato-Dipendente)

Le rappresentazioni di sé e dell'altro possono essere chiare all'interno di ogni singolo stato mentale, ma non vengono integrate tra stati opposti. Il soggetto ha immagini divergenti del partner (es. "storia dei film" vs. "mi sfrutta") che coesistono senza che emerga un punto di vista unitario e coerente.

Deficit di Mastery degli Stati di Vuoto

Il soggetto manca di strategie per padroneggiare il vuoto disorganizzato e l'overwhelming. Le uniche strategie disponibili sono di I livello (ricerca dell'altro) o disfunzionali (bulimia, sessualità impulsiva, per "sentirsi"). Non ha accesso a strategie di autoregolazione di II o III livello.

Locus of Control Esterno sull'Autoefficacia

Le esperienze di gestione efficace, anche quando avvengono, non vengono integrate nel senso di sé come proprie competenze: vengono attribuite alla presenza dell'altro. Pertanto la buona performance passata non alimenta la fiducia in sé futura, e il ciclo si ripete.

I Cicli Interpersonali Disfunzionali

I cicli interpersonali descrivono come il soggetto, a partire dai propri schemi interni, co-costruisce relazioni che rinforzano ricorsivamente la patologia. Nel DDP sono stati identificati tre cicli prototipici.

1

Ciclo Oblativo — Assunzione Automatica degli Scopi Altrui

È il ciclo più caratteristico e egosintona del DDP. Il soggetto assume automaticamente gli scopi dell'altro come propri, offre cure e attenzioni, diventa indispensabile — e per un certo tempo ottiene in cambio il senso di autoefficacia desiderato. Ma il ciclo porta progressivamente a stati di coercizione e vuoto.

SOGGETTO CON DDP FIGURA DI RIFERIMENTO Sé inadeguato attivo Vuoto senza figura di riferimento → cerca l'altro L'altro esprime desideri e aspettative anche implicitamente, attraverso la presenza Assunzione automatica degli scopi altrui "Voglio quello che vuole lui/lei" — egosintonica L'altro si sente gratificato e accudito tende a richiedere sempre più cura e disponibilità Stato di autoefficacia (temporaneo) si sente capace, utile, "viva" nella relazione Coercizione + Senso di Vuoto propri desideri scompaiono → vuoto → cerca di nuovo l'altro L'altro assume un ruolo controllante la dipendenza viene rinforzata; ogni tentativo di autonomia causa crisi
Lorena — Narrazione prototipica del ciclo oblativo
«Comincio a fare tanti e tanti scalini verso quella persona… percorro una strada che è nella sua direzione e abbandono la mia vita, per entrare totalmente in quella dell'altra persona. Il mio unico scopo non è più la mia vita, ma i suoi problemi, i suoi affari, i suoi dolori, le sue cose — e le mie spariscono. Nel momento in cui ho percorso quella strada sono esposta a tutti i tipi di sofferenza.»
Dinamica interna del soggetto
Risposta della figura di riferimento
Esito disfunzionale / feedback
2

Ciclo Sado-Masochista — Ribellione e Ritorno

Si attiva quando la figura di riferimento ha modalità di relazione basate su dominanza e potere (tratti narcisistici, borderline o paranoidi). La ribellione del soggetto dipendente — quando supera la soglia del senso di coercizione — provoca una reazione di controllo aumentato da parte dell'altro, che fa leva sul terrore di abbandono.

Stato di coercizione rabbia latente, senso di ingiustizia Ribellione / Autonomia tentativo di affermare propri desideri L'altro reagisce con controllo comportamenti maltrattanti, ritiro affettivo Minaccia di abbandono reale o percepita come tale Attivazione del vuoto terrifico il soggetto percepisce la perdita dell'altro Comportamento riparativo cedimento, senso di colpa, ritorno alla sottomissione Il ciclo si chiude: il pattern riparte con rinforzo della sottomissione Locus of control esterno rafforzato
Iva — Ciclo sado-masochista in azione
«Lui ha una cena di lavoro, io non ci dovevo andare. Allora sono andata. Giorgio si presenta all'una di notte dopo la cena, va per salutarlo e mi scansa. Tre giorni in cui mi ignora. […] Il suo atteggiamento era molto simile al mio di distacco. Ho deciso coscientemente di non distaccarmi, di esserci al 100%, di beccarmi tutto quello che mi dovevo beccare.»
Meccanismo chiave: Il soggetto non riesce a integrare l'immagine maltrattante dell'altro con l'immagine idealizzata. Mantiene scissa la rappresentazione: l'altro maltrattante e l'altro idealizzato non vengono mai unificati, perciò ogni ritorno della figura di riferimento riattiva l'idealizzazione e dimentica il maltrattamento.
3

Ciclo Caotico-Disregolato — Richiesta Ossessiva di Rassicurazione

Emerge quando il deficit di comprensione della mente altrui è marcato: il soggetto non riesce a costruire una rappresentazione stabile dell'altro, e questo acuisce le richieste di rassicurazione. L'altro oscilla tra disponibilità e ritiro, creando un'instabilità che aggrava il disturbo.

SOGGETTO DDP Non riesce a costruire repr. stabile dell'altro Stato di Vuoto mancanza scopi, identità instabile Richieste pressanti rassicurazione, presenza fisica, conferme Risposta oscillante alternanza disponibilità / ritiro / esaurimento Deficit aggravato nessuna rappresentazione stabile → nuovo vuoto attiva genera crea porta a aggrava
Benedetto
«Come al solito, era fuori per lavoro, l'ho chiamata ed ho sentito che qualcuno rideva. Le ho chiesto con chi era e mi ha detto che era al bar con un'amica. Ho cominciato a chiedere chi c'era, com'era vestita, perché rideva. Mi ha riattaccato. Ho continuato a chiamarla in continuazione. […] Quello che mi dava fastidio era che poteva ridere, stare bene senza di me, e quindi poteva capire che senza di me stava bene e mi poteva lasciare.»

Modello Generale di Funzionamento

Il modello illustra come i tre elementi principali — stati mentali, deficit metacognitivi e cicli interpersonali — si rinforzano reciprocamente in un sistema circolare di automantenimento del disturbo.

— Circuito di Automantenimento del DDP —

DEFICIT METACOGNITIVO NUCLEARE Difficoltà a rappresentare scopi propri senza l'altro SÉ INADEGUATO Rappresentazione stabile: "non ce la faccio da solo" ETERO-REGOLAZIONE Il contesto interpersonale sostituisce l'autoregolazione AUTOEFFICACIA Solo in presenza della figura di riferimento VUOTO DISORGANIZZATO Quando la relazione manca: identità collassa CICLI INTERPERSONALI Oblativo · Sado-masochista Caotico-disregolato COERCIZIONE Scopi propri soppressi; rabbia inconscia, ansia loop di rinforzo
Punto centrale del modello: Il deficit di rappresentazione degli scopi è la condizione necessaria e sufficiente perché si instauri la dipendenza patologica. Tutti gli altri elementi (cicli, stati mentali, deficit di mastery) derivano da esso o lo aggravano. Pertanto l'intervento terapeutico deve mirare — con pazienza e gradualità — alla costruzione di meccanismi di autoregolazione, non alla rottura della dipendenza.

Come si Attivano gli Stati Mentali: Sequenze Tipiche

Gli stati mentali non si attivano in modo casuale. Esistono sequenze ricorrenti legate al contesto relazionale:

📍 Presenza stabile della figura di riferimento

Sé inadeguato (sottotraccia) → Assunzione scopi altrui → Stato di autoefficacia

📍 Separazione / Assenza della figura

Sé inadeguato esplode → Vuoto disorganizzato → Ricerca dell'altro (ciclo oblativo)

📍 Richieste contraddittorie da figure multiple

Tentativo di soddisfare tutti → Overwhelming → Paralisi o comportamento caotico

📍 Accumulo di compiacenza verso l'altro

Scopi propri soppressi → Coercizione → Ansia fisica → Ribellione (silenziosa o esplosiva) → Colpa → Ritorno alla sottomissione

Antonia — Sequenza vuoto → overwhelming → paralisi
«Non ho voglia di far niente, non ho neanche aperto il libro. Ho di nuovo pensato che la mia vita non ha assolutamente senso. La sensazione è di non avere né qualcosa dietro né qualcosa in avanti: non ho una vita. Non sento più il mio corpo, mi sembra di essere buttata dentro qualcosa di non mio, di vivere la vita di qualcun altro.»