Ansia

Mumble, mumble, mumble: il rimuginio

Che differenza c’è tra un rimuginio normale e uno patologico? Come faccio a capire se sto rimuginando? Davvero sto rimuginando? No, sto solo pensando, riflettendo, vagliando le alternative, ripensando alle cose che mi sono successe durante la giornata, la settimana, il mese!

Comportamenti di sicurezza in pazienti con attacco di panico: come riconoscerli

I comportamenti di sicurezza sono quei comportamenti agiti in una situazione ansiogena, senza cui l’ ansia aumenterebbe in maniera sostanziale. Pertanto, sebbene si resti nella situazione temuta, in realtà la si sta ancora evitando. Messaggio pubblicitario La relazione tra ed evitamento fobico ha ricevuto considerevole attenzione negli ultimi quarant’anni.

I batteri dell’intestino che ci fanno andare in ansia

RICEVERE un microbioma sano per curare l’ansia: potrebbe essere questa una delle prossime sfide della ricerca, perché per la prima volta si è visto che alcune regioni del nostro cervello, in particolare quelle legate alle emozioni, sono controllate dal microbiota intestinale – quell’insieme di microrganismi presenti nel nostro organismo – attraverso l’intervento di una classe di molecole biologiche, i miRna.

Decision making e persone ansiose: chi soffre d’ansia teme il rischio o la perdita?

Ogni giorno tutti noi ci troviamo a dover compiere delle scelte, questo compito, a volte banale, è particolarmente difficile per le persone ansiose, ovvero una fetta di popolazione ormai molto estesa. Capire i processi cognitivi che sottostanno alle patologie di tipo ansioso è importante per poter delineare un trattamento terapeutico cognitivo adeguato.

Intolleranza all’incertezza e ansia: come si manifestano a livello cerebrale

La ricerca di riferimento è stata pubblicata dall’American Psychological Association (APA) e ha rivelato che le persone particolarmente preoccupate per l’ incertezza del futuro e le sue potenziali minacce potrebbero presentare uno striato più grande rispetto alla norma. L’ intolleranza dell’incertezza, come affermato nel modello cognitivo teorico dell’ansia (Sassaroli & Ruggiero, 2002), è tra le credenze centrali dell’assetto di soggetti ansiosi.

 

 

Il cervello può sopprimere pensieri intrusivi e memorie spontanee

Uno studio di Schmitz, Correia e Anderson, pubblicato recentemente su Nature Communications, ha identificato una “chiave chimica”, all’interno dell’ippocampo, che consente di sopprimere pensieri intrusivi e memorie spontanee, aiutando così a far luce sui meccanismi di alcuni disturbi tra cui l’ansia patologica, il PTSD, la depressione e la schizofrenia, nei quali spesso si esperiscono pensieri persistenti e intrusivi negativi, anche sotto forma di rimuginio, ruminazione e allucinazioni.

 

Claustrofobia e agorafobia: la relazione al centro del disturbo

Claustrofobia e Agorafobia sono entrambi Disturbi d’ansia (DSM 5, 2014), in particolar modo Fobie. Esse consistono in una paura estrema di qualcosa di oggettivamente non così pericoloso. Il soggetto riconosce l’irrazionalità della sua paura, ma non riesce a controllarla ed è costretto a fuggire dall’ oggetto fobico.

Disturbi cardiovascolari e stress: il ruolo dell’amigdala – Neuroscienze

Il fatto che l’esposizione a elevati livelli di stress per prolungati periodi di tempo possa portare a disturbi cardiovascolari è da tempo risaputo, ma, nonostante questo, ancora poco si sa circa il meccanismo sottostante questa relazione. L’iperattivazione dell’ amigdala risulta essere associata ad un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Perché ci preoccupiamo? Il modello cognitivo e i suoi sviluppi – Report

Perché ci preoccupiamo? Ci preoccupiamo perché vi sono dei rischi e si teme di non riuscire a tollerare la propria stessa ansia. Sabato 10 dicembre, presso il Centro Psicoterapia e Scienza Cognitiva di Genova, l’ incontro ” Perché ci preoccupiamo? Il modello cognitivo e i suoi sviluppi ” con il dott.

Ansia per la salute: affrontarla con la terapia cognitivo comportamentale

Attraverso il libro “La paura delle malattie”, Gordon Asmundson (professore e ricercatore in Psicologia e in Chinesiologia al Canadian Institutes of Health Research) e Steven Taylor (professore al Dipartimento di Psichiatria dell’Università della British Columbia) cercano di spiegare quando l’ ansia per la salute diventa eccessiva e in che modo, attraverso un manuale di auto-aiuto, è possibile venir fuori dai circoli viziosi che caratterizzano tale disturbo.

Neuroscienziati scoprono la canzone più rilassante al mondo che riduce l’ansia del 65%. Ascoltala

L’ ansia, quella sensazione di terrore, paura, preoccupazione o panico, non è certo una novità. Ippocrate ne ha parlato nel IV secolo a.C., lo stesso ha fatto Søren Kierkegaard nel 1860 e Sigmund Freud ha affrontato la malattia nel 1926.

Rimuginio e ruminazione: i pensieri inconcludenti – Introduzione alla Psicologia

Il rimuginio è costituito da una forma di pensiero di tipo verbale e astratto, privo di dettagli e seguito, in molti casi dalla focalizzazione visiva di immagini relative ai possibili scenari individuati come pericolosi. La ruminazione è definita, invece, come un processo cognitivo caratterizzato da uno stile di pensiero disfunzionale e maladattivo che si focalizza principalmente sugli stati emotivi interni e sulle loro conseguenze negative.

Rimuginio e ruminazione: quando i pensieri diventano eccessivi

Troppo stressati? Situazioni familiari o lavorative che mettono a dura prova i vostri nervi? Un’idea fissa vi impedisce di riposare? Pensateci, ma non troppo. Sembra esser questo il senso della storia del professore che un giorno si presenta a lezione con un bicchiere d’acqua tra le mani e, tra lo stupore e la sorpresa generale, domanda ai suoi studenti quale fosse il suo peso.

La distrazione tra creatività e rimuginio: un articolo di Giancarlo Dimaggio

Il vagare della mente corrisponde allo stato naturale della mente a contatto con se stessa, supportata dall’attività di aree cerebrali definite default mode network. Articolo di Giancarlo Dimaggio, pubblicato il 19/11/2016 su La lettura, del Corriere della Sera Avevo bisogno di una scusa.

NON STO BENE! AVRO’ QUALCOSA DI GRAVE? | Psicoterapia Cognitiva

“… ho sempre questo dolore… mi sento sempre stanco, non riesco a fare le cose!… sicuramente ho qualcosa di grave, potrei morire! Devo andare dal medico…” Questo è ciò che pensa la persona afflitta da disturbo ipocondriaco. Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare ogni tipo di segnale o sintomo fisico proveniente dal proprio corpo, da una piccola ferita ad un dolore persistente.

http://www.success.com/article/9-tips-to-stop-worrying

10 cose che (forse) non sai sull’ansia

Secondo gli psicologi evoluzionisti l’ansia è un’eredità dei nostri antenati preistorici, per i quali era un meccanismo indispensabile per prevedere e prevenire i pericoli di un mondo decisamente ostile. Ma oggi è inutile, e anche dannosa. L’esercizio fisico riduce l’ansia.

 

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